La necessità di un modello di mobilità nuovo e più moderno, per ottimizzare la gestione dei trasporti socio-sanitari, ha portato alla nascita di FinCare, una start-up innovativa come risposta delle associazioni-imprese sociali alla crescente domanda di modernizzazione, efficienza, economia e sicurezza nella gestione del trasporto socio-sanitario.

Fincare nasce da un’esigenza di Misericordie e Pubbliche assistenze, due roccaforti del Welfare nel nostro Paese che, pur avendo origini e tradizioni diverse, condividono valori essenziali come la solidarietà, il civismo l’impegno volontario a sostegno delle fragilità.

Le due associazioni possono contare su oggi su un parco circolante effettivo di 56.000 unità (6.200 nella sola Toscana).

FinCare rappresenta la prima centrale acquisti dedicata al terzo settore, riunendo know-how industriale, finanziario ed esperti di mobilità, per ottimizzare i costi della mobilità sanitaria, con un risparmio per le associazioni e al tempo stesso alleggerendo la spesa pubblica a vantaggio della comunità. Un percorso che, in linea con gli orientamenti della moderna industria automobilistica, porterà verso un futuro di connettività, elettrificazione e guida autonoma, in un mondo sempre più digitale.

Il progetto prenderà il via dalla Toscana con l’intento di applicare progressivamente il modello a tutte le Regioni italiane, esportandolo anche in altri Paesi europei.

Le Origini

La prima confraternita delle Misericordie venne fondata nel 1244 a Firenze dal frate domenicano Pietro da Verona allo scopo di assistere i malati, seguendo i principi di carità cristiana del Vangelo.

Una seconda versione ne attribuisce la nascita ad un tale Piero di Luca Borsi che dopo aver stabilito con i compagni di bevute il pagamento di una multa per ogni bestemmia, propose di utilizzare la somma raccolta per acquistare sei ceste per il trasporto dei malati presso gli ospizi. I compagni accettarono, stabilendo un compenso per ciascun viaggio.

Così, secondo una credenza popolare, che ancora riscuote successo, ebbe inizio la Compagnia della Misericordia. Ad oggi la Confederazione riunisce oltre 700 confraternite, alle quali aderiscono circa 670 mila iscritti, dei quali più di 100 mila impegnati permanentemente in opere di carità.

Col medesimo fine assistenzialista, nascono nel 1860 le Pubbliche Assistenze come Associazioni di volontariato, libere e laiche. Nel 1911 la Federazione Nazionale delle Società di Pubblica Assistenza e Pubblico Soccorso ottiene il riconoscimento giuridico in Ente Morale, ma le parole di Filippo Paletti, presidente della pubblica assistenza Stella d’Italia, per il quale “l’assistenza gratuita dei poveri e degli infelici, le cui bocche valgono ben più di quelle dei cannoni e dei fucili”, suonarono in antitesi al regime, il quale trasferì alla Croce Rossa Italiana tutte le competenze relative al soccorso.

Sarà solo nel dopoguerra che il movimento riprenderà a crescere, modificando con il nuovo statuto del 1987 anche la denominazione sociale in A.N.P.AS., Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze che oggi può contare su 351.000 soci, 3171 dipendenti e 89.789 volontari.